MondoQui sui banchi di scuola e su una rivista di filosofia

Continua la collaborazione tra l’Associazione MondoQui e il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino. Tra febbraio e maggio 2018 alcuni soci di MondoQui stanno partecipando al corso “Comunità che cambiano. Competenze interculturali e pratiche filosofiche” nella sede universitaria di Savigliano. Nelle quattro mattinate (una al mese) sono in programma sessioni di Filosofia di Comunità (già sperimentata in due cicli di incontri nella sede di MondoQui) e lezioni “frontali” tenute da docenti universitari di Sociologia, Antropologia culturale, Pedagogia interculturale.

In queste foto, una lezione di Pedagogia interculturale tenuta dalla prof. Anna Granata mercoledì 14 marzo.


L’esperienza di MondoQui raccontata sulla rivista universitaria “Lessico di etica pubblica”

Intanto è stato pubblicato un articolo che sintetizza alcuni risultati del progetto di ricerca “Filosofia e pratiche di comunità” del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino, realizzato grazie a un contributo della Fondazione CRT. In questo saggio i ricercatori Nicolò Valenzano e Sergio Racca espongono i risultati della sperimentazione condotta con i volontari e i soci dell’associazione MondoQui presso la sede dell’Associazione nella Stazione di Mondovì. L’articolo “Formulare buoni giudizi in presenza di altri: la Philosophy for Communities a MondoQui (Mondovì – CN)” è comparso sulla rivista “Lessico di etica pubblica” sul numero intitolato “Ripensare la comunità tra educazione e pratiche filosofiche” ed è consultabile cliccando qui.

Ecco un estratto dell’articolo in cui viene descritta la nostra associazione:

La scelta di collaborare con MondoQui è stata dettata dalle caratteristiche dell’associazione, che la rendevano uno spaccato della società italiana e un campo di applicazione ideale per il progetto […]. Nella sua sede, la Stazione ferroviaria di Mondovì, essa garantisce la presenza di figure educative in un luogo simbolico di passaggio e parziale rischio sociale, trasformandolo in un presidio ad alta densità educativa. Sono stati due i motivi del nostro interesse per questa realtà: da un lato, MondoQui è un punto di incontro tra italiani e stranieri giunti sul territorio per effetto dell’immigrazione dal nord e centro-Africa e dall’est Europa; dall’altro, essa appartiene al tessuto della società civile italiana, luogo di espressione dei fermenti associativi locali. Il contesto interculturale di Mondovì favorisce la partecipazione degli immigrati, di prima e seconda generazione, alle attività di MondoQui.
MondoQui non è però un’associazione di italiani che opera in favore degli stranieri in un’ottica assistenzialistica, ma un gruppo composito per provenienza culturale, di genere, sociale e generazionale che si impegna per l’inclusione, la partecipazione civica, il dialogo interculturale e lo sviluppo di comunità. Questa circostanza ci ha permesso di focalizzare i lavori su una prima questione sociale e civile, legata al fenomeno migratorio e non rilevabile dall’analisi statistica: l’acquisizione di una cittadinanza sostanziale – e non solo formale –, intesa come condizione che si ottiene con un lungo processo di costruzione dell’appartenenza fatto di partecipazione e impegno civico. L’attività di educazione informale e non formale svolta da MondoQui la inserisce tuttavia anche nel tessuto della società civile italiana, della rete cioè di cittadini e associazioni indipendenti dalla sfera politico-istituzionale. Le richieste di partecipazione e appartenenza, sia da parte delle persone di origine italiana che di quelle di origine straniera, incrociano infatti la questione dell’empowerment sociale, il processo con il quale gli individui conquistano l’accesso alle risorse per loro importanti così da accrescere le possibilità di controllo attivo sulla propria esistenza. L’incontro con una realtà come MondoQui ci ha permesso pertanto di confrontarci con il ruolo proattivo e generativo della società civile per lo sviluppo delle competenze democratiche, che si realizza grazie all’attivazione di processi di sviluppo di comunità, partecipazione e creazione di empowerment sociale.

Questa voce è stata pubblicata in Attività. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento