MondoQui: primavera-estate 2014

Le attività dell’associazione MondoQui sono proseguite a pieno regime durante la primavera e l’estate 2014.

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Il 16 marzo: pranzo macedone kosovaro piemontese

27 marzo Alessandra Abbona ha tenuto una serata di ascolto guidato di brani di  Musica mediorientale fra tradizione e modernità

17 aprile, Widad Tamimi ha presentato il suo romanzo “Il caffè delle donne”

Il 25 aprile, dopo la serata musicale della sera prima con “Metaguppo Tribù” in sala Prima Classe, è stata intitolata a Franco Centro, partigiano fucilato a 14 anni, medaglia d’oro della Resistenza. Ecco cosa ha scritto un’amica su quel pomeriggio in Stazione: “Ieri sono andata a Mondovì, dove l’associazione Mondoqui, capitanata dal vulcanico Claudio Boasso e e gestita da un gruppo di giovani di ogni età e origine geografica, culturale e religiosa, ha intitolato una sala della medesima associazione al giovanissimo partigiano monregalese Franco Centro, torturato e fucilato dai fascisti a soli 14 anni. Il pubblico era folto e vario come non mai: il vecchietto dell’ANPI accanto all’adolescente marocchino con i pantaloni a vita bassa, l’antico profugo cileno accanto alla professoressa di mezz’età, la famigliola giovane con il pupo nel seggiolino, il ragazzo di colore con il cappellino girato al contrario… Un bravissimo artista e grafico monregalese, Ezio Massera, ha disegnato e dipinto in tempo reale sulla parete della sala il ritratto del giovanissimo “Topolino” (il nome di battaglia di Franco Centro), mentre il prof. Netu Billò ne tracciava un ritratto storico toccante e significativo. Si è parlato di resistenza partigiana, ma poi i ragazzi di Mondoqui hanno proposto delle testimonianze di altre resistenze nel mondo, tutte presentate con molto garbo e sentimento, e anche accompagnate da una bellissima chitarra: la resistanze cilena, palestinese, nicaraguense, del Chiapas e così via. Grazie Mondoquì, sei veramente un breccia in questa provincia asfittica. Mondovì sembrava – e spero lo sia – una realtà viva e pulsante, da prendere ad esempio”. Alessandra Abbona

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Venerdì 9 maggio in sala “Franco Centro” si è tenuto un incontro su “Il pensiero femminista di Mary Wollstonecraft, Virginia Woolf e Simone De Beauvoir”. Ne ha parlato Sebastiano Castellano ed è seguito un reading di Giorgia Aimeri e Carola Belzuino. Al termine, aperitivo. L’iniziativa era nell’ambito del ciclo di appuntamenti “Ancora L’otto”, iniziato l’8 marzo e organizzato da numerose Associazioni di Mondovì.

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10 maggio: Stazione pulita – Un via-vai di giovani e famiglie ed anche alcuni scout, tutti indaffarati a raccogliere cicche, vetri rotti, cartacce e plastica: i dintorni della Stazione di Mondovì Altipiano, sabato 10 maggio al pomeriggio, si sono popolati di cittadini attivi e responsabili, armati solo di guanti da giardinaggio, scope e palette e voglia di mettersi in gioco per la propria città. Hanno risposto all’appello dell’Associazione “MondoQui: «Il nostro obiettivo in Stazione è quello di riqualificare una zona difficile della città attraverso la presenza di persone che si danno da fare in tanti modi per rendere migliore il pezzetto di mondo che li circonda – spiegano i volontari di MondoQui –. In questo contesto ci è venuta l’idea dell’”Operazione Stazione Pulita”, che va a rispondere a un diffuso malumore per la sporcizia abbandonata in giro, ma anche alla necessità di educare i ragazzi (ma non solo) attraverso l’esempio e l’impegno diretto». I trenta partecipanti hanno percorso i marciapiedi, la piazza, i due viali alberati, i giardinetti ed anche il parcheggio in via Torino, riempiendo i sacchi messi a disposizione dal Comune e riponendoli nei cassonetti posizionati per l’occasione dalla “Aimeri Ambiente”. Si sono “differenziati” vetro e plastica e, oltre il sottopassaggio sono state rinvenute pure alcune siringhe. L’interno della Stazione (che era già perfettamente pulito) e le zone adiacenti ai binari non sono state interessate dall’Operazione di MondoQui, perché sono di competenza degli addetti incaricati dalla RFI e i permessi necessari erano stati concordati solo col Comune, per le sue aree di competenza. (Da L’Unione Monregalese)

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23 maggio, Serata di Libera su Falcone e Borsellino –  “Serata interessantissima… Il dr. Rossetti ha raccontato la mafia e non si sentiva una mosca volare… Tutti, indistintamente tutti a bere ogni parola, con i brividi che correvano lungo la schiena”: questo il commento di una partecipante alla serata organizzata venerdì 23 maggio, anniversario dell’attentato di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta. Cinquantasette giorni dopo, la strage in cui fu ucciso Paolo Borsellino. Roberto Rossetti, recentemente laureatosi in storia con una tesi proprio su Borsellino, ha ripercorso decenni di evoluzione del fenomeno mafioso, contrastato da magistrati e agenti, che molto spesso hanno dato la loro vita, perché in Italia regnassero legalità e giustizia: una lotta culminata nelle stragi di Capaci e via D’Amelio, quando nel Paese si registravano forti segnali di cambiamento (per esempio Tangentopoli) e la mafia rischiava di perdere i suoi referenti nelle istituzioni. La serata è stata organizzata dal presidio “Libera” di Mondovì, nella saletta “Prima Classe” della Stazione di Mondovì Altipiano, sede dell’associazione MondoQui.

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Il 30 maggio le  note di Laura Lizziewail hanno invaso la sala Prima Classe, regalando a tutti i partecipanti una piacevole serata.

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8 giugno, Pranzo Etiope – Menilik Tegenie detto Mini è nato in Italia, in Etiopia non c’è mai stato e non parla la lingua dei suoi genitori. Per loro, quindi è stata una gran soddisfazione organizzare, insieme al figlio e ai suoi amici, un pranzo etiope. Mini è uno dei “capisaldi” dell’Associazione MondoQui: è il punto di riferimento per i ragazzi che due volte alla settimana si trovano a fare break dance nella Sala Prima Classe della Stazione di Mondovì, sede dell’Associazione. Il pranzo, organizzato nell’ambito del progetto “Festa dei Popoli 2014” finanziato dal CSV nei locali dell’oratorio del S. Cuore, ha visto una grande partecipazione. Per molti italiani è stata l’occasione di assaggiare per la prima volta l’injera, la tipica piadina della tradizione etiope su cui vengono posate varie salse e intingoli. Per gli etiopi sparsi e ben integrati nel Monregalese è stata invece una bella occasione per ritrovarsi a tenere vive la propria amicizia e la propria identità culturale.

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12 giugno – Helianti, la donna che libera il cibo – La manifestazione internazionale “Terra Madre”, organizzata da Slow Food a Torino ogni due anni, prevede anche la disponibilità di molte famiglie piemontesi ad accogliere in casa propria migliaia di delegati da tutto il mondo. Helianti Hilman, insieme al marito Dian Patria e altri indonesiani era stata ospite a Mondovì nel 2010 e poi, rimasti vivi i legami di amicizia con le famiglie ospitanti, era tornata in visita nel 2012. Un po’ alla volta gli amici monregalesi si sono resi conto che Helianti non è una delegata qualsiasi: in questi anni è stata eletta ai vertici del movimento di Carlin Petrini come rappresentante per il Sud-est asiatico e la sua azienda, la “Javara”, sostiene il lavoro di circa 50 mila contadini sparsi per le migliaia di isole dell’Indonesia e ne esporta i prodotti pure attraverso la rete del commercio equo (fino anche alla Bottega Colibrì di Mondovì). Il fondatore di Slow Food le ha dedicato un capitolo del suo ultimo libro “Cibo e Libertà”, portandola ad esempio per la sua forte azione di contrasto ai disastri del libero mercato da cui, scrive Petrini, “il cibo deve essere liberato”. Dunque – da cosa nasce cosa – alcune Associazioni di Mondovì hanno deciso di invitare ancora Helianti nella nostra città, questa volta per ascoltare la sua testimonianza: così giovedì scorso, anticipando di un giorno il suo arrivo in provincia, previsto per una lezione all’Università del Gusto di Pollenzo e per una riunione dei vertici di Slow Food, Helianti è giunta in città accolta da MondoQui, Bottega “Colibrì”, Condotta Slow Food Mondovì Val Tanaro, FIDAPA e dai due gruppi di acquisto “FamilyGAS” e “Il pane e le rose”. Nel pomeriggio è stata alla bottega Colibrì in via Sant’Arnolfo (di fronte a piazzetta Levi, corso Statuto) e poi, insieme ai volontari delle Associazioni, ha visitato l’azienda “Agricola Basso Domenica” di Prea, specializzata nella coltivazione di piccoli frutti e raccolta di erbe di montagna con cui produce marmellate e conserve: un sopralluogo voluto dalla stessa Helianti, voracissima di informazioni e idee da replicare in larga scala tra i produttori indonesiani a cui fornisce le conoscenze e le attrezzature necessarie per affrancarsi dalla povertà, e allo stesso tempo, per salvaguardare la biodiversità da un’agricoltura omologante e poco rispettosa dell’ambiente e delle persone. Esperienze che ha poi raccontato in serata durante l’affollata conferenza nella Sala Prima Classe nella Stazione di Mondovì Altipiano (grazie alla traduzione di Maria Quaranta). La sua storia, partita con l’idea di aiutare i vicini di casa a commercializzare i loro prodotti per migliorare un po’ il loro redditto, è poi cresciuta esponenzialmente in “Javara”, ormai una grande “company” che esporta in tutto il mondo decine di qualità di riso, riscoperte tra le colture tradizionali dello sconfinato arcipelago indonesiano e moltissimi alimenti di origine vegetale, confezionati e trasformati in tantissimi prodotti comprese tagliatelle, marmellate, tisane… Helianti Hilman è un mix di idealismo, imprenditorialità, emancipazione femminile, ambientalismo, fame di futuro che ha entusiasmato i monregalesi che l’hanno conosciuta.

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26 giugno – Letture di popoli – Una serata di letture multiculturali (con accompagnamento musicale di Ruggero Ghiglia e Francesco Castellano) presso la sala di Prima Classe della Stazione FS di Mondovì Altipiano. Hanno letto: Gabriella Barberis e Nicola Duberti (Spagnolo), Doretta Del Fabbro (Francese), Leslie Wile (Inglese), Amal Bekkouri (arabo) e Marta Del Malandrino (Italiano). La serata, una sorta di preludio letterario alla Festa dei Popoli, è stata organizzata dai redattori di margutte.com, che hanno spiegato: «La letteratura, come l’arte e la musica, non ha frontiere: lingue, colori, sogni, desideri diversi di un’unica umanità».

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28 luglio Festa dei popoli

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4 luglio: Rosso carcadé con Meru Herbs – Una bella storia quella raccontata in Sala Prima Classe. Una storia che comincia 59 anni fa con l’arrivo del cuneese Andrea Botta a Meru, in Kenya e che continua, tra mille vicissitudini, all’irrigazione di una vasta area per consentire una vita dignitosa a numerose famiglie, fino alla coltivazione del Carcadé e alla sua esportazione attraverso la rete del commercio equo e solidale. Alla serata, organizzata dalla coop. Colibrì in collaborazione con l’associazione MondoQui, hanno partecipato anche Margareth, la moglie kenyana di Andrea Botta e la saviglianese Daniela Fiorito, che sta svolgendo il servizio civile internazionale presso la Meru Herbs, in Kenya.

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11 luglio: psicologo in Etiopia – Il rito del caffè è un momento importante nella vita degli etiopi: la famiglia si riunisce intorno al braciere su cui la caffettiera cuoce a lungo, quando ci sono decisioni da prendere, quando è il momento di confrontarsi faccia a faccia. E se la necessità è quella di penetrare a fondo nei problemi di una famiglia, per aiutarla ad affrontare la sofferenza psicologica di un bambino malato di Hiv è proprio il rito del caffè lo strumento migliore: è uno dei sistemi escogitati dallo psicologo monregalese Guido Leonti durante la sua esperienza di sei mesi ad Addis Abeba, raccontata venerdì scorso nella Sala Prima Classe della Stazione Fs di Mondovì Altipiano. È infatti difficile e talvolta infruttoso e traviante, applicare metodi di ricerca e test “tarati” su persone di cultura italiana o anglosassone a bimbi e adulti con un patrimonio culturale ed esperienziale completamente diverso: di qui la necessità di adattare e reinventare la psicologia per prendersi cura di persone non occidentali. Un problema e una scommessa che psicologi e operatori sociali si trovano ad affrontare anche nell’Italia multietnica di oggi, come emerso dal dibattito finale che ha coinvolto i volontari dell’Associazione MondoQui e il pubblico, composto in gran parte da persone qualificate e professionalmente impegnate su questi problemi. La serata, naturalmente, è terminata con il rito del caffè, preparato dai coniugi Tegenie, etiopi residenti da decenni a San Michele M.vì.

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