Indovina chi viene alla cena del Ramadan

È tradizione che, durante il Ramadan, ogni sera dopo il tramonto, la comunità si ritrovi per mangiare insieme: è l’iftar, la “rottura del digiuno”. I musulmani di Mondovì, quest’anno hanno deciso di invitare i loro concittadini all’iftar e, martedì 12 giugno, hanno organizzato una gran festa a cui ha partecipato tanta gente comune e anche numerosi rappresentanti delle istituzioni e delle altre religioni. Un momento importante per la nostra città: finalmente i muri cominciano a sgretolarsi e non ci si guarda più con diffidenza, ma con amicizia.

La sala parrocchiale dell’Altipiano, messa gentilmente a disposizione, si è riempita all’inverosimile e Taoufik Zannouhi, a nome delle due associazioni musulmane di Mondovì e dei loro presidenti Hakim El Gallati e Mohamed Bouzerda, ha accolto il pubblico. Poi sono intervenuti per un saluto anche il sindaco Paolo Adriano e l’assessore Erika Chiecchio, il rappresentante del vescovo e responsabile del dialogo interreligioso don Egidio Motta, la pastora della chiesa evangelica Paola Zambon, il rappresentante della comunità evangelica del Follone Gis Kengie…

Alle 21,16, ora esatta del tramonto, l’imam Ayoub Sellami ha recitato la preghiera della rottura del digiuno e dopo tutti hanno iniziato a mangiare i superbi piatti cucinati dalle donne delle comunità musulmane cittadine.

Eccole indaffarate alle prese con l’enorme quantità di cibo che hanno preparato in modo sopraffino. Un grande applauso dei partecipanti ha reso loro onore.

Al termine le foto di rito: in questa immagine i rappresentanti delle Associazioni musulmane di Mondovì in posa con il sindaco e gli altri esponenti dell’Amministrazione comunale, il delegato della Diocesi, la pastora della Chiesa evangelica e, a sinistra, l’autorevole esponente di MondoQui, Abdelghani Boumedhi. La nostra Associazione si è infatti impegnata a fondo per la riuscita dell’evento, che rappresenta un importante passo verso la realizzazione di una città più aperta, inclusiva e dialogante, in cui tutti i cittadini si sentono a casa loro: perché è proprio questo il progetto ambizioso sul quale stiamo lavorando ormai da molti anni.

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